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News ed eventi

“The Illusionist” mostra Personale di Luca Bellandi

“The Illusionist” mostra Personale di Luca Bellandi

La Bottega Gollini inaugura sabato 25 Marzo ore 17.00 “The Illusionist”, mostra Personale di Luca Bellandi. La mostra, curata da Luigi Foschini insieme a Roberto Bencivenga, è dedicata ai dipinti con i soggetti che hanno reso celebre Luca Bellandi ormai in tutto il mondo: le serie di Abiti, Fiori e Pesci.

Guarda il catalogo virtuale

EST e OVEST

EST e OVEST

Documentario “Germano Sartelli – La forma delle cose, conversazioni”

Segnaliamo la proiezione di “Germano Sartelli – La forma delle cose, conversazioni” di Paolo Fiore Angelini all’interno della rassegna Doc in Tour. Documentari in Emilia Romagna il 7 maggio p.v. alle ore 18.30 presso il Cinema Centrale di Imola (via Emilia 212).

“Germano Sartelli – La forma delle cose, conversazioni”
Regia: Paolo Fiore Angelini
Paese: Italia 2015
Genere: Documentario
Durata: 77 minuti

Il farsi del lavoro dell'artista Germano Sartelli, nel corso del tempo, dall’immediato dopoguerra ai giorni nostri. Nel descriverne le tappe del percorso creativo, la critica più autorevole ha fatto spesso ricorso a nomi di primo piano dell’arte del ’900: Giacometti, Burri, Dubuffet, Pollock, Michaux. Nel panorama dell’arte italiana del ’900 Germano Sartelli è stato l'Artista “fuori dal coro”. La sua è una formazione “sul campo”, al tempo stesso classica e sperimentale, eppure da “bottega”, legata alla manualità, al contatto e all’interazione degli elementi naturali. Ha agito sempre sulla soglia, attraversando pittura e scultura, in nome di una necessità espressiva e sperimentale mai limitata al rigore formale. Nonostante una vita tenuta volontariamente a distanza dalla confusione della mondanità – affidata alla personale sensibilità, alla capacità intuitiva di reinterpretare e scomporre la materia – è stato indicato più volte quale precursore, artista in anticipo su movimenti e correnti. La macchina da presa guarda la sua opera, si avvicina quanto più possibile – per capire, per sentire - avvalendosi della sua voce, dei suoi racconti, delle sue indicazioni e anche dei suoi silenzi. Si pone in ascolto per scoprire cosa la materia nasconda e cosa possa svelare. Visita il suo territorio e i luoghi del suo agire. Germano Sartelli ha accolto l'indiscreto occhio della macchina da presa con la sua proverbiale gentilezza. Intorno a lui un coro di voci autorevoli, le stesse di chi da sempre lo ha frequentato: Andrea Emiliani, Maurizio Calvesi, Marisa Vescovo, Claudio Spadoni, Dario Trento. Il linguaggio dell’arte è anche voce della concezione del mondo: in Sartelli è l’agire lento, che segue il desiderio di conoscenza. Una regola che appare universale, non vincolabile ai limiti geografici. La scelta di Sartelli di costruire un mondo “a margine” è necessità, in costante contatto con una natura dialogante, capace di offrire l’intera gamma di strumenti del linguaggio espressivo.

Le Mutevoli Forme - Gian Ruggero Manzoni

Le Mutevoli Forme - Gian Ruggero Manzoni

LE MUTEVOLI FORME

Mostra Personale di Gian Ruggero Manzoni

Bottega Gollini, Galleria d’Arte Via Emilia, 43 Imola

Inaugurazione, Sabato 12 Marzo 2016 - ore 17.00

La Bottega Gollini, Galleria d’Arte, inaugura il 12 Marzo alle ore 17.00 “Le mutevoli forme”, una Personale dedicata alla recente opera pittorica di Gian Ruggero Manzoni, artista poliedrico di fama internazionale, noto anche come scrittore, poeta, critico d’arte e performer.

Con questa mostra la Galleria aderisce a un più ampio progetto espositivo di Gian Ruggero Manzoni, “STELLE, COSTELLAZIONI, GALASSIE, SEMI, MUTAZIONI”, che è stato realizzato per la prima volta al Museo di Arte Moderna di Pescara, ha toccato varie città Italiane e, attualmente, parallelamente alla mostra di Imola, coinvolge il Museo Municipale d’Arte di Oxford.

 

Per la prima volta in Emilia - Romagna, la mostra vede quarantotto opere recenti, a tecnica mista, scelte dal curatore Luigi Foschini il quale ha anche dato il titolo all’esposizione.

I lavori, tutti realizzati negli ultimi cinque anni, fanno parte di un’ulteriore fase di elaborazione della ricerca di Gian Ruggero Manzoni, un nuovo ciclo artistico: quello che lui stesso definisce una sorta di “ricerca delle origini” con molti elementi di novità.

Il filo conduttore delle opere in esposizione, a tecnica mista, è lo stretto rapporto con il mondo dell’infanzia, dalla letteratura alla simbologia, in una mutevolezza continua delle forme, tipica di quel periodo, che rappresenta una rivisitazione della nostra componente primigenia e ancestrale.

Nella dimensione spiccatamente visionaria dell’artista, sulle tele appaiono personaggi fantastici: figure circensi, marionette, volti di scimmia e di graziosi volatili, corpi umani con piedi di pesce e faccia da uccello, un vecchio teatro dei burattini… Esseri indefiniti che raccontano storie, racchiudendo in sé quella componente narrativa tanto cara all’artista.

La dimensione dell’infanzia come “piacere giocoso” emerge attraverso una contaminazione tra disegno e oggetti di recupero; l’artista inserisce nelle opere lettere dell’alfabeto, in una sorta di abbecedario, vecchio sussidiario delle scuole di un tempo, dove le figure intercalavano con le parole, in un fascino ritrovato, utilizza i timbri dei bambini, pezzi di scotch, materiali di recupero, poveri, su cui interviene con il segno e con il colore, nel tentativo di conferire all’opera un aspetto architettonicamente compiuto.

 

L’opera recente di Gian Ruggero Manzoni possiede una poesia intrinseca sia nella forma che nel colore, in una ritrovata armonia; si può notare un attenuarsi dei toni cromatici che in passato venivano utilizzati dall’artista in maniera più netta, in un contesto pittorico alleggerito nell’insieme.

Questa fase artistica, alla ricerca di un antico candore, trova corrispondenza con un periodo più sereno della vita di Gian Ruggero Manzoni, il quale trova ispirazione proprio dal rapporto felice con la figlia Maria Virgilia (ora ventenne) e dagli oggetti che ne hanno popolato l’infanzia.

 

Si osserva inoltre lo stile del graffitismo, il fumetto e un certo primitivismo che hanno da sempre contraddistinto l’opera di Gian Ruggero Manzoni, ma che in quest’ultima fase si affermano con maggiore decisione.

La mostra rimarrà aperta fino a fine Marzo 2016.

 

 

Gian Ruggero Manzoni - Percorso artistico

Gian Ruggero Manzoni è nato nel 1957 a S. Lorenzo di Lugo (Ra), dove tuttora risiede. È poeta, narratore, pittore, teorico d’arte, drammaturgo, performer.

Terminati gli studi liceali, nel 1975 si iscrive al DAMS di Bologna e si interessa di musica, cinema e dei linguaggi espressivi emergenti, in particolare del fenomeno definito da linguisti come Tullio De Mauro, “lo slang giovanile”. È del 1980 il suo primo libro, scritto in collaborazione con Emilio Dalmonte, titolato “Pesta duro e vai trànquilo/Dizionario del linguaggio giovanile” (Ed. Feltrinelli).

Nel 1981 si lega in amicizia col pittore Omar Galliani, assieme al quale inizia una proficua collaborazione che perdura tuttora. Nel 1983 incontra, a Londra, il graffitista Keith Haring poi entra nella redazione della rivista romana “Cervo Volante”, edita dall’artista Tommaso Cascella nonché diretta, in un primo tempo, da Adriano Spatola, quindi da Corrado Costa, poi da Edoardo Sanguineti insieme ad Achille Bonito Oliva.

Allaccia i primi contatti con gli artisti della “Transavanguardia”, in particolare con Enzo Cucchi e con Mimmo Paladino, poi con Nino Longobardi e coi galleristi Lucio Amelio di Napoli ed Emilio Mazzoli di Modena.

Risale, sempre ai primi anni ’80, il farsi conoscere anche tramite la pittura (che Manzoni definisce “niente più che un prolungamento visivo della sua scrittura”).

La sua formazione quale pittore è avvenuta in Italia, a fianco degli esponenti della “Transavanguardia”, in Germania, a Monaco di Baviera e a Berlino, negli ambienti del neoespressionismo e della neofigurazione tedeschi, in Inghilterra e USA vicino ai graffitisti e fumettisti della “Generazione X”.

Come teorico d’arte, pittore e poeta partecipa ai lavori della Biennale di Venezia negli anni 1984 e 1986, edizioni dirette da Maurizio Calvesi.

Ha al suo attivo oltre 50 pubblicazioni e 70 mostre pittoriche.

Ha pubblicato, tra le tante, con case editrici come Feltrinelli, Il Saggiatore, Scheiwiller, Sansoni, Stamperia dell’arancio, Diabasis, Moretti & Vitali, Skirà-Rizzoli, Matthes & Seitz Verlag (in Germania e per i Paesi di lingua Tedesca), Emede (in Argentina e per i Paesi di lingua Spagnola) e ha al suo attivo numerose personali collettive e di pittura tenutesi in Italia e all’estero (USA, Germania, Svizzera, Francia, Rep. Ceca, Grecia, Spagna, Argentina, Gran Bretagna).

Ha diretto la rivista di arte e letteratura ORIGINI e ora dirige la rivista di arte, letteratura e idee ALI.

www. gianruggeromanzoni.it

 

 

La Bottega Gollini: una storia di passione per l’arte

La Bottega Gollini viene fondata a Imola nel 1967 da Alberto Gollini, Imolese noto per aver favorito la diffusione di opere uniche e grafiche d’autore di alcuni tra i più importanti nomi del panorama artistico nazionale ed internazionale. Nel 2000 Luigi Foschini acquista la Bottega con l’impegno di portare avanti la stessa concezione dell’arte e il medesimo modo di operare, a favore della creazione di relazioni artistiche e culturali di rilievo, lontano da logiche esclusivamente commerciali. Luigi Foschini mantiene l’attività del laboratorio artigianale di produzione cornici, amplia le attività della Galleria d’Arte, mette in circolazione opere di importanti artisti e le avvicina ad un ampio pubblico.

Nel 2013 la Bottega Gollini si trasferisce presso la Via Emilia, di fronte al Teatro Ebe Stignani, cuore della vita culturale Imolese: il passaggio sancisce la volontà di apertura e partecipazione alle attività cittadine.

Nel 2014 inaugura una nuova stagione di eventi con la mostra 20x20 che riunisce le opere di molti artisti e una mostra dedicata a Ermes Ricci. Nel 2015 realizza la prima Mostra Personale del giovane artista emergente Giulio Maulini.

Visioni dettate dall’Istinto

Visioni dettate dall’Istinto

Mostra personale di Giulio Maulini a cura di Luigi Foschini

29 Ottobre 2015

Bottega Gollini, Galleria d’Arte Via Emilia, 43 Imola

Inaugurazione, sabato 28 Novembre 2015 ore 17.00

La Bottega Gollini inaugura la mostra personale di Giulio Maulini, sabato 28 Novembre ore 17.00;

È da una folgorazione che nasce questa mostra: quella di Luigi Foschini nei confronti dell'arte di Giulio Maulini, giovanissimo e promettente artista scoperto per caso tramite l'amico Pierluca Freschi, Docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Luigi Foschini dedica gli spazi della Bottega Gollini alla prima personale del giovane talento, con l’intento di farne conoscere la potenza espressiva e nella certezza che meriti di divenire presto un nome di punta nel panorama artistico contemporaneo. Giulio Maulini, a soli ventidue anni, vanta già una produzione di opere che denotano una straordinaria maturità espressiva e uno stile del tutto personale, impossibile da ascrivere a un’etichetta o a una precisa corrente artistica. L'arte di Maulini mescola tecniche e materiali quali pelle, carta e cartone, lasciando emergere l’istinto come elemento propulsore del processo creativo.

La mostra nasce dell’idea comune del curatore e dell’artista  di creare un allestimento che andasse oltre la semplice raccolta lineare di opere. A Giulio Maulini è stato chiesto di creare un’opera per un’intera parete della Galleria, liberamente suddivisa in più immagini, e l’artista ha creato il suo progetto: un foglio su cui sono abbozzati una quindicina di fantastici lavori. In seguito, i due si sono occupati della disposizione, ed è così che il progetto è mutato in funzione della sua relazione con lo spazio. Infine, l’artista ha dato vita a un’ulteriore creazione che traccia su pelle la rappresentazione sintetica dell’intera esposizione.  Ai tre momenti corrispondono di fatto due opere d’arte e una serie di progetti, essi stesse esposti in mostra, a esprimere il valore artistico del processo creativo e non solo del suo risultato finale.

Come ogni singola opera detiene una sua autonomia significante, così l’esposizione nel suo insieme, la cui poetica mette in relazione i singoli frammenti, è portatrice di un secondo livello di senso. Nel dialogo tra il tutto e le sue parti risiedono i presupposti di una doppia visione. Al visitatore non resta che il semplice compito di porgere all’opera uno sguardo puro, stillato ispirato unicamente da istinto e emozione, gli stessi principi che hanno animato l’artista nel creare le sue opere.

Guarda il catalogo della mostra.

"Come evento collaterale della mostra ci sarà una breve presentazione del disco "DEEP" di Federico Squassabia e Gaspare De Vito del collettivo Suoniforme, in cui è stata inclusa l'opera "Pentaenergie su base antisismica" di Giulio Maulini." 

Inaugura la parete allestita permanentemente con opere 20x20

Inaugura la parete allestita permanentemente con opere 20x20

Nuove grafiche di Jonathan Guaitamacchi

Nuove grafiche di Jonathan Guaitamacchi

Mostra personale di Ermes Ricci

Mostra personale di Ermes Ricci


FANTACERAMICHE

Bottega Gollini, Galleria d’Arte Via Emilia, 43 Imola

Inaugurazione, Sabato 6 Giugno 2015 ore 18.00

Sabato 6 giugno alle ore 18.00 inaugura presso la Bottega Gollini la mostra dedicata all’ultima produzione di Ermes Ricci, una Vernice per incontrare l’artista e fotografo imolese attivo sul panorama internazionale.

L’evento si inserisce all’interno della manifestazione “Imola in Musica”, segno della volontà del curatore Luigi Foschini di partecipare alla vita culturale cittadina, in questo caso con un artista che fin dagli esordi è stato protagonista delle attività della Bottega Gollini.

Saranno presentate le più recenti sculture in ceramica Raku di Ermes Ricci: le celebri galline, i pesci, le sirene, le scimmie, fino a una corposa collezione dell’ultima serie “pasticceria”, per la prima volta in mostra.

Nella Galleria sarà inoltre visibile una selezione dei più recenti ritratti foto - mosaici (collage di Polaroid), esposti anche a Casa Battló a Barcellona.

Le opere iperrealiste della serie “pasticceria Raku” riproducono piatti e dolci in maniera meticolosa e perfettamente aderente alla realtà. In mostra ben trenta pasticcini che l’osservatore potrebbe per errore decidere di mangiare, se non fosse per il contesto espositivo che ne decreta lo stato di opera d’arte. In questa simulazione, il reale e la sua rappresentazione si confondono, offrendo una visione che di fatto va oltre la realtà e la sottolinea.

Le opere, originali ed ironiche, riflettono un particolare autobiografico della vita di Ermes Ricci lavorava presso la pasticceria paterna, prima del viaggio in India che all’età di quarant’anni lo portò a dedicarsi pienamente all’attività di fotografo. La ceramica è il mezzo che negli ultimi anni l’artista ha scelto per esprimersi, oltre alla fotografia.

I foto –mosaici (collage di Polaroid) fanno parte di un progetto iniziato tre anni fa che ha visto la realizzazione di ritratti a personaggi dell’arte e della cultura, tra i quali Carlo Lucarelli, Germano Sartelli, la “maga” Ivana, Muky, Luigi Rimondini ed Emidio Galassi. Tra ritratti in mostra alla Bottega Gollini sono presenti alcuni musicisti, anche per un senso di continuità con “Imola in Musica”.

I foto – collage dell’artista indagano nelle personalità dei soggetti ritratti, spesso proprio a partire dal mestiere che svolgono, restituendone al pubblico i tratti caratteriali con grande forza espressiva.

Il particolare procedimento tecnico prevede la riproduzione mimetica di dettagli realistici, in un secondo tempo riorganizzati come un collage sulla tela; Ermes appoggia direttamente la camera sul viso o sul corpo da fotografare riproducendone ogni particolare e successivamente crea una composizione che distorce la figura umana, supera il realismo ma crea nuove forme armoniche. Le opere, ispirate dai lavori fotografici di Maurizio Galimberti, con il quale Ricci ha collaborato, richiamano un’estetica cubista e, pur nella deformazione della realtà, instaurano un profondo legame tra arte e vita. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino a fine Giugno.  

Ermes Ricci

Vive e lavora ad Imola. Ha partecipato negli ultimi anni a diverse mostre ed appuntamenti artistici internazionali (Biennale del Cairo, “Fira del Cantir” vicino a Barcellona, a Parigi nel 2004 alla città universitaria, nel 2005 alla galleria Artcore) e nazionali (Vernice - Artfair a Forlì, Art-Area Suvero - la Spezia, Comuna Baires - Milano).

Artista eclettico, curioso e dalle mille sfaccettature, nato e cresciuto a Imola, comincia la sua intraprendente attività inizialmente come pasticcere, da cui diverrà noto con lo pseudonimo di “Pasticcio”. Si dedica all’attività di fotografo professionista dal 1980. Gli inizi coincidono con la sua collaborazione con i periodici sportivi “Guerin Sportivo” e “Moto Sprint”. Il suo lavoro di fotografo sportivo è giocato tutto sulla capacità di fermare istanti irripetibili esaltando il gesto ma è anche specchio della sua passione per le moto.

Ma è dopo uno stage sulla fotografia etnica presso l’università di Miami che il suo interesse volge interamente al reportage, inseguendo la bellezza del mondo e della sua gente laddove si manifesta nelle sue forme più intense: la natura selvaggia, la ritualità delle popolazioni indigene dell’Africa e dell’India, i ritmi della quotidianità in Sud America e in Australia.

Inizia in questi anni la collaborazione con l’agenzia “Marka” di Milano. La sua passione per la vita in tutte le sue forme lo porta, nel 1995,nella Sarajevo assediata, partecipando con l’associazione “il Ponte” e con Carlo Lucarelli, Roberto Mantovani e Roberto Roversi ad un progetto di aiuti alla popolazione vittima della guerra. Le foto di quell’esperienza serviranno poi a testimoniare e a sensibilizzare il pubblico delle sue mostre in progetti di raccolta fondi per Sarajevo.

Il suo obiettivo rimane aperto anche sui mondi locali e tradizionali: le sagre paesane e le feste popolari in Italia e in Europa, i ritratti di persone semplici che diventano i personaggi straordinari che da sempre popolano la provincia italiana. Ermes viaggia molto ma allo stesso tempo costruisce rapporti e collaborazioni. Nel 2000 infatti è tra i fondatori del “Gruppo Polaser”,singolare gruppo di fotografi e artisti italiani che attraverso la manipolazione e l’intervento sulle foto istantanee (Polaroid) ne esaltano le possibilità come strumento dell’arte contemporanea: immagini impure, mescolate a segni e grafie, rapidità di esecuzione e di riproduzione in un rapporto immediato arte/vita.

Nel frattempo, la fotografia, non sarà più il suo esclusivo mezzo espressivo, la curiosità e la capacità di rapportarsi ad altri mezzi e materie lo vedono ora impegnato al lavoro artistico di ceramica, pittura e scultura.

Le sue opere sono esposte in numerose gallerie in Italia e all’estero.

www.ermesricci.com

La Bottega Gollini: una storia di passione per l’arte

La Bottega Gollini viene fondata a Imola nel 1967 da Alberto Gollini, Imolese noto per aver favorito la diffusione di opere uniche e grafiche d’autore di alcuni tra i più importanti nomi del panorama artistico nazionale ed internazionale. Nel 2000 Luigi Foschini acquista la Bottega con l’impegno di portare avanti la stessa concezione dell’arte e il medesimo modo di operare, a favore della creazione di relazioni artistiche e culturali di rilievo, lontano da logiche esclusivamente commerciali. Luigi Foschini mantiene l’attività del laboratorio artigianale di produzione cornici, amplia le attività della Galleria d’Arte, mette in circolazione opere di importanti artisti e le avvicina ad un ampio pubblico. Nel 2013 la Bottega Gollini si trasferisce presso la Via Emilia, di fronte al Teatro Ebe Stignani, cuore della vita culturale Imolese: il passaggio sancisce la volontà di apertura e partecipazione alle attività cittadine.

UN CONCERTO DI OPERE D'ARTE

20x20 opere arte

La mostra nasce dall’idea di presentare gli artisti nazionali e internazionali che abitualmente collaborano con la Bottega Gollini - Galleria d’arte, in un evento dedicato alla città di Imola.

Luigi Foschini, curatore della mostra e proprietario della Galleria, ha proposto ai suoi artisti di realizzare opere appositamente per l’occasione, ad una  precisa condizione: rispettare il formato di 20 x 20 centimetri. 

Trentotto artisti hanno risposto all’iniziativa presentando più di cento lavori inediti racchiusi in queste piccole tavole quadrate.

Le opere sono state riunite in una composizione che andrà ad occupare un’intera parete della Galleria d’Arte, creando un allestimento del tutto originale che rappresenta l'essenza della Bottega Gollini.

Le differenze di storia, di intenzione, di tecnica fra i vari artisti viene per un momento dimenticata per dar vita ad una installazione che toglie il fiato per la sua imponenza.

I singoli lavori vivono in una doppia dimensione: da un lato sono opere d’arte in se stesse, frammenti e tracce degli artisti contemporanei coinvolti e dall’altro lato sono parti  di un’unica opera in cui coesistono le anime dei singoli artisti e quella del curatore.  

L’allestimento è un racconto che testimonia il rapporto di Luigi Foschini con gli artisti che hanno accompagnato la sua esperienza, alimentata da un’autentica passione per l’arte e dal desiderio di condividerla con l’intera cittadinanza.

Questa mostra vuole essere infatti un momento di arricchimento culturale, un’occasione di conoscenza e di ulteriore avvicinamento all’arte per il pubblico.

Il catalogo scompone l’opera allestita e recupera l’unicità di ogni artista, per ognuno dei quali vengono presentate e proposte al pubblico le opere 20x20 in vendita singolarmente.

DI ARTE - GUIDO ARMENI

Sono disponibili su YOU TUBE le cinque puntate dell'intervista a Guido Armeni:

 http://www.youtube.com/watch?v=nNqTHaiDNlE

DI ARTE - MIRTA MORIGI

Sono disponibili su YOU TUBE le cinque puntate dell'intervista a Mirta Morigi:

http://www.youtube.com/watch?v=PJ3v0cBZZrs

DI ARTE - GIAMPAOLO TALANI

Sono disponibili su YOU TUBE le cinque puntate dell'intervista a Giampaolo Talani:

http://www.youtube.com/watch?v=udpVhEPlSzs

DI ARTE - FRANCO ANSELMI

Sono disponibili su YOU TUBE le cinque puntate dell'intervista a Franco Anselmi:

 http://www.youtube.com/watch?v=7EQwQbx2QSo

DI ARTE - LUCA BELLANDI

Sono disponibili su YOU TUBE le cinque puntate dell'intervista a Luca Bellandi:

http://www.youtube.com/watch?v=7I-931pWhV8

DI ARTE - ERMES RICCI

Sono disponibili su YOU TUBE le cinque puntate dell'intervista a Ermes Ricci:

 http://www.youtube.com/watch?v=X94lqDMJcKU

DI ARTE - DOSSO

Sono disponibili su YOU TUBE le cinque puntate dell'intervista a DOSSO:

http://www.youtube.com/watch?v=WHChXX-rGEM

DI ARTE - LUCA DALL'OLIO

Sono disponibili su YOU TUBE le cinque puntate dell'intervista a Luca Dall'Olio:

http://www.youtube.com/watch?v=Owkaj5k1gTY

DI ARTE - ANGELO TITONEL

Sono disponibili su You Tube le cinque puntate dell'intervista ad Angelo Titonel:

http://www.youtube.com/watch?v=3bCyB4XU7uk

LOST IDENTITY

LOST IDENTITY

Stefano Ronci

Nasce a Rimini nel 1972. Nel ’91 si iscrive alla facoltà di ingegneria di Bologna. Si trasferisce successivamente a Firenze dove si laurea con lode in architettura. Risale a questi anni l' incontro col suo primo gallerista Walter Bellini, direttore della storica galleria d'arte contemporanea "Ken's art gallery" di Firenze. Intraprende contemporaneamente lo studio della filosofia presso l’ateneo fiorentino nell’indirizzo di estetica, successivamente consegue la specializzazione biennale all' Università degli Studi di Bologna nell'indirizzo di Arte e Disegno. Dal 2000 affianca all' attivita artistica ed espositiva quella di insegnamento nell' indirizzo artistico. Nel 2006 viene invitato a partecipare alla collettiva curata da Vanja Strukel al Palazzo Pigorelli di Parma sui giovani artisti emergenti dell'Emilia Romagna. Nel 2005 e nel 2006 è fra i finalisti del prestigioso Premio Celeste, curato da Gianluca Marziani. Nel 2007 è invitato a partecipare al Bac, festival delle arti audio-visive di Barcellona. Dal 2010 tiene il corso di Tecniche e Tecnologia della pittura presso l'Accademia LABA di Rimini. L' interesse per i contesti urbani, lo ha portato negli anni a numerosi e prolungati viaggi studio in diverse capitali (New York, San Francisco, Singapore, Madrid, Berlino, Londra, Parigi...)

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ATTIVITA’ ESPOSITIVA

2009

ARTE FIERA ART FIRST, VERONA
GRAFIQUE ART GALLERY, OUTVERO, BOLOGNA.
GRAFIQUE ART GALLERY, ROSSOBLU, BOLOGNA.
MANDELLI ARTE CONTEMPORANEA, CENTOINGIRO, A CURA DI SERGIO MANDELLI. MILANO
ASSOCIAZIONE CULTURALE MARIA SORGATO, IL MESTIERE DI VIVERE", NOALE (VE)
GRAFIQUE ART GALLERY, LA MATERIA DEL SEGNO, BOLOGNA

2008

FABBRICA, RN 7565, A CURA DI ANGELO GRASSI, GAMBETTOLA (FC).
GRAFIQUE A
RT GALLERY, FIL(M)
ROUGE, A CURA DI CHIARA ARGENTERI, BOLOGNA.
MUSEO INTERNAZIONALE DELLA CARICATURA LUIGI MAGLI, EXPANDED UNREAL, A CURA DI CAMILLA BOEMIO, TOLENTINO.
ARTE FIERA ART FIRST, VERONA


2007

GALLERIA STUDIO.RA CONTEMPORANEA, “VIDEOFUSION1”, COLLETTIVA A CURA DI GABRIELE PERRETTA, ROMA.
GALLERIA SPAZIOINMOSTRA, “TAG”, COLLETTIVA A CURA DI CHIARA CANALI, MILANO.
CAFFÈ LETTERARIO, “ANICONISM”, A CURA DI CAMILLA BOEMIO, ROMA.
GRAFIQUE ART GALLERY, “SIGNS”, COLLETTIVA A CURA DI CHIARA ARGENTERI, BOLOGNA.
KUSTART, IL TORCHIO ARTE CONTEMPORANEA, BOLZANO.
FIERA INTERNAZIONALE D’ARTE, IL TORCHIO ARTE CONTEMPORANEA, STRASBURGO.
GALLERIA IL SOLE CONTEMPORANEA, BIG SMALL, ROMA.
GALLERIA IL TORCHIO, “ARMIEBAGAGLI”, MILANO.
BAC FESTIVAL, FESTIVAL DELLE ARTI AUDIO-VISIVE, BARCELLONA.

2006


GRAFIQUE ART GALLERY, A CURA DI GIANLUCA MARZIANI, BOLOGNA.
GRAFIQUE ART GALLERY - COLLETTIVA CON ANTONELLA CINELLI E LUCA GIOVAGNOLI, BOLOGNA.
“RUOTE MERAVIGLIANTI” - STELLATA, ROCCA POSSENTE, GALLERIA ARTÈ - BONDENO, CIVICA GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA. COLLETTIVA ITINERANTE A CURA DI ROBERTO RODA E PATRIZIO BODIN.
MUSEO MARINO MARINI, FINALISTA PREMIO CELESTE, FIRENZE.
PALAZZO PIGORELLI , “CONFINI”, COLLETTIVA A CURA DI VANJA STRUKELJ, PARMA.

2005


GALLERIA IL SOLE CONTEMPORANEA, A CURA DI GIANLUCA MARZIANI, ROMA.
NTARTGALLERY, “NEL CASO VI INTERESSI L’INFINITO”, A CURA DI OLIVIA SPATOLA, BOLOGNA.
ARCHIVIO DI STATO, MEDITERRANEO D’ARTE, A CURA DI CLAUDIO CRESCENTINI. ROMA.
MAGAZZINI DEL SALE, FINALISTA AL PREMIO CELESTE, SIENA.
SALONE INTERNAZIONALE D’ARTE, BENCIVART GALLERY, COLONIA.
MEDITERRANEO D’ARTE: DA GIORGIO DE CHIRICO ALL’ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE, MUSEO D’ARTE DELL' '800 E '900, COSENZA.

2004


GALLERIA DELL'IMMAGINE, MOVING PORTRAITS, A CURA DI ILARIA BALENA, RIMINI.
GALLERIA LIMITI INCHIUSI, “FUORI LUOGO”, TESTO IN CATALOGO DI STEFANO VERRI, CAMPOBASSO.
CURA LA SCENOGRAFIA DELLO SPETTACOLO TEATRALE "ANÀNKE" CON TESTI DEL POETA STEFANO LUNEDEI, TEATRO ROSASPINA, RIMINI.

2003


GALLERIA DI SANTA CROCE, FIGURE PAESAGGI ARTIFICI, A CURA DI ANNAMARIA BERNUCCI E FABIO FIORI, CATTOLICA.

2002


GALLERIA COPPEDÈ, LE PAUSE DEL TEMPO, RIMINI.

"Cosa accade quando nuovi mezzi linguistici aprono lo spettro creativo? Da un lato crescono gli stimoli potenziali, dall'altro sale uno tsunami di immagini scontate, una sorta di automatismo seriale dello sguardo pavido. Da tempo stiamo registrando un'onda nomala di variazioni minime su corpi e paesaggi, un rovistare nel buio del già visto, già sentito, già percepito. Poi, però, capita la sorpresa inaspettata, l artista che coglie la normalità con angoli unici, intuitivi, consapevoli. Come Stefano Ronci che mi ha stupito per diverse ragioni: l'attinenza con cui capta un proprio immaginario, il modo anomalo di muoversi tra linguaggi e prospettive. Basi solide da cui impostare un profilo di maturazione reciproca: dove l' artista si disponga all'ascolto del reale; e dove la figura critica non sia solo sottolineatura ma anche spinta e frizione, passaggio e dialettica aperta"
Gianluca Marziani

"Un inedito impasto di colore e materia, di immagini e scritte caratterizza la pittura di Stefano Ronci che cattura la realtà metropolitana descrivendone la sovrapposizione di insegne e cartelloni pubblicitari, scritte murali e targhe segnaletiche, stencil e stickers, tag in wildstyle e iscrizioni sulle saracinesche. In questa frastornante e caotica complessità verbo-visiva, l'uomo sembra scomparire, sempre più minuscolo, come risucchiato dal vortice della comunicazione, dal bombardamento mass-mediale"
Chiara Canali

“Un transavanguardista della video arte, così potrebbe essere definito Stefano Ronci. Le figure retoriche, da lui usate nella messa in scena del corpo umano in un impianto narrativo diacronico dell'azione, sono quelle del Groun Zero della video arte.....Ronci sembra voler tornare a quel rigore impersonale del mezzo scegliendo la stessa indifferenza e casualità abbinata al tempo reale e quindi al movimento e alla banalità di gesti e azioni quotidiane....Sono spaccati di normalità di cui congela alcune immagini tramite frames, che a volte reinterpreta con la pittura o propone come fotografie, facendoci cogliere i valori emozionali, artistici che ne straniano la banalità. La piena libertà espressiva multimediale per un'uniformità di linguaggio ne caratterizza il lavoro che, nell'interpretazione del movimento, è stato paragonato ai maestri del futurismo"
Olivia Spatola

“...e del resto proprio su questo tema del dinamismo, nella accezione boccioniana soprattutto, che Stefano Ronci sta lavorando in questi anni, utilizzando e valorizzando linguaggi diversi (pittura, fotografia, video): dovessi ipotizzare dei riferimenti alla sua serie sui nuotatori penserei alla scultura Forme uniche nella continuità dello spazio di Boccioni. Ed è infatti proprio la monumentalita - non in termini formali ma concettuali- dei suoi corpi che dà alla loro dinamicità negata il senso di una condizione tragica di assoluta impotenza."
Vanja Strukelj

“La poetica di Stefano Ronci si proietta direttamente nella dimensione urbana. Il video diventa il mezzo privilegiato per la rappresentazione di una quotidianità in fermento, di un tempo senza tempo in cui si vive un eterno presente"
Stefano Verri

" L'artista sceglie le angolazioni più impensate. I tagli più aggressivi e i colori più sgargianti, per raccontare la ripetizione di un corpo nel mezzo di una azione dinamica, nel mentre del suo spostamento plastico. A volte, la maggior parte delle volte, si avvicina al volto tanto da staccarlo dal suo contesto, e lo fissa sulla tela quasi come un trofeo pulsante di vita."
Chiara Argenteri

" La sua raffinata ricerca nasce dal flusso contemporaneo, imprinting che particolarmente lo suggestiona, dai grandi spazi metropolitani....uno scarto sostanziale rispetto alla sola contemplazione delle rappresentazioni semplici e quotidiane, scelte per mantenere linee essenziali."
Francesca Baboni

Giampaolo Talani

il Palazzo Antinori di Firenze ospiterà la presentazione della scultura “Il Marinaio” di Giampaolo Talani, l’artista di San Vincenzo, Maestro tra i più importanti contemporanei in attività. L’opera – una statua in bronzo dell’altezza di tre metri realizzata alla fonderia Il Cesello di Campi Bisenzio – riproduce la figura del marinaio, un tema caro a Talani, un simbolo del suo mare, scelto a Pontassieve per le celebrazioni dell’anno vespucciano, che ricorda - nel 2012 - il quinto centenario della morte del grande navigatore fiorentino Amerigo Vespucci. La statua sarà a Firenze fino al 10 maggio, dopodiché sarà portata a Pontassieve dove sabato 12 maggio alle ore 17,00 il Sindaco di Pontassieve, Marco Mairaghi insieme al Console generale degli Stati Uniti Sarah Morrison, la sopraintendente Cristina Acidini e allo stesso Giampaolo Talani, svelerà quest’opera che entrerà di diritto a far parte del patrimonio artistico del Comune di Pontassieve. Il luogo scelto per la sua collocazione sarà la rotatoria stradale all’ingresso della città, un nuovo biglietto da visita per tutti coloro che entreranno a Pontassieve. Per il “Marinaio” si tratta di un ritorno a Pontassieve visto che, in occasione dell’esposizione di Talani “MURI STRAPPATI” dell’estate 2011, proprio il busto del Marinaio collocato in piazza Vittorio Emanuele II aveva accolto i visitatori della mostra allestita nella Sala delle Colonne.
“Questa opera che ci è stata donata da uno sponsor – spiega l’Assessore alle politiche culturali Alessandro Sarti – rientra nel progetto “Rotonde ad arte” e diventerà patrimonio culturale del nostro Comune. Un modo, attraverso un’opera d’arte, per ricordare la storia di un personaggio importante”.
Alla cerimonia interverranno inoltre Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Comunale di Firenze, Hilarion Martinez Florida International University, Italo Franco Rossi Ammiraglio Guardia d’Onore al Pantheon e Pier Francesco Listri critico d’arte.

L’opera
Il busto riproduce la parte superiore de “Il Marinaio” in bronzo di 7 metri, che campeggia sul porto turistico di San Vincenzo (Livorno). Nel 2011 a Miami in Florida, il Maestro Giampaolo Talani è stato testimonial del gemellaggio fra l’Autorità Portuale di Livorno e quella di Miami. Il porto di Livorno ha donato un’opera alta 1,5 metri del marinaio come futuro simbolo del maggiore porto turistico degli Stati Uniti, ideale legame tra Vecchio e Nuovo Mondo sotto gli auspici del navigatore fiorentino che diede il nome alle Americhe.
Dalla scultura di San Vincenzo, Talani ha preso spunto per riformulare lo stesso pensiero poetico tramite la creazione, nel 2009, del gigantesco busto. Il Marinaio ha accompagnato Talani nelle più significative manifestazioni degli ultimi anni.
A Talani fu affidata l’apertura delle manifestazioni berlinesi in occasione del ventesimo anniversario della caduta del Muro; nel giugno 2009, l’artista fece “volare” circa cento ombrelli da spiaggia a righe bianche e blu oltre l’East Side Gallery; gli ombrelli “nascevano” proprio dal grande busto del Marinaio, collocato per l’occasione al centro della piazza che interrompe la linea del muro, ai margini della Sprea, il fiume di Berlino.
Dopo Berlino, Firenze volle il Busto del Marinaio per l’edizione 2009 del Festival della Creatività; da Firenze il Marinaio si spostò a Pietrasanta, con l’esposizione pubblica “L’Isola che c’è” dove rimase nella piazzetta a fianco del Duomo, sotto il campanile attribuito a Michelangelo.
Ultimo appuntamento del Marinaio proprio a PONTASSIEVE, estate 2011, dove ha accompagnato la fortunatissima esposizione “MURI STRAPPATI” alla Sala delle Colonne del Palazzo municipale.
Per Talani il Marinaio è un indiscusso segnale, simbolo di rara forza che da tutti può essere inteso. E’ l’uomo che naviga metaforicamente il mare dell’esistenza ed allo stesso tempo ci rimanda alle reali navigazioni sui mari; è figura romantica ma allo stesso tempo ardita; ci lancia nel mondo dell’avventura ma anche ci ricorda le rassicuranti battigie domestiche.
E’ il marinaio esploratore e non conquistatore, proprio come fu Vespucci; è l’uomo del Rinascimento proiettato nel mondo nuovo; vuole essere un intenso richiamo per i contemporanei a mantenere viva quella tensione verso conoscenza e bellezza che in passato germinò in tante straordinarie espressioni in terra toscana.

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Il nuovo sito della galleria Gollini

La Bottega Gollini opera sul territorio imolese da oltre quarant’anni.
L’attività che la contraddistingue maggiormente è la vendita di pezzi unici e di grafiche d’autore (serigrafie, litografie, incisioni, etc.) di alcuni tra i più importanti nomi del panorama artistico nazionale ed internazionale.
A questa attività la Bottega affianca l’esperienza artigianale nella corniceria di alto livello, maturata nel corso degli anni: cornici argento e oro guazzo, produzione artigianale di cornici e realizzazione di montature in legno tinto a mano, pezzi unici, studiati e progettati insieme al cliente

Alcune notizie sulla grafica originale d’autore


Le stampe comunemente vengono distinte secondo il tipo di matrice:
xilografia se la matrice è di legno, acquaforte se di metallo (zinco o rame), litografia se di pietra,
serigrafia se di seta. Questa distinzione è da considerare piuttosto approssimativa da quando sono
state introdotte nuove tecniche e nuovi metodi di stampa. Più appropriata è la distinzione che si basa
sul modo con il quale la matrice trasporta l’inchiostro sul foglio: la matrice può portare l’inchiostro
o con la parte in rilievo, o in cavo, o in piano. Ci soffermeremo soprattutto sulla stampa in cavo
(calcografia) che è la tecnica con la quale operiamo normalmente, ma faremo anche qualche cenno
agli altri tipi di stampa.
La prima forma di stampa è stata quella in rilievo (inizi del XIV secolo: ma già da molto prima era
conosciuta in Cina). Partendo da una matrice di legno duro (bosso, ciliegio) l’incisore libera il
disegno servendosi di varie sgorbie e lascia così in rilievo soltanto la parte che dovrà essere
stampata. La parte in rilievo viene inchiostrata con un rullo; la stampa si ottiene poi stendendo un
foglio sulla matrice cosi inchiostrata ed esercitando un peso uniforme con un torchio a pressione
verticale. La stampa ricavata da una matrice di legno si chiama xilografia.
Attualmente però le matrici in legno sono quasi sempre sostituite dal linoleum che è un materiale
molto più facile da lavorare. La xilografia è una tecnica quanto mai difficile e faticosa: gli errori si
eliminano sempre con estrema difficoltà. Questa tecnica, usata specialmente nel XIV e XV secolo,
cadde in disuso fino alla fine dell’800 quando venne ripresa soprattutto dagli espressionisti.
􀂙 Stampa in piano
􀂙 Acquaforte
􀂙 Acquatinta
􀂙 Cera molle
􀂙 Incisione a bulino
􀂙 Puntasecca
􀂙 Stampa in cavo

Stampa in piano
Un brevissimo cenno a questo tipo di stampa la cui tecnica principale è la litografia. La litografia si
basa sul principio dell’indrorepellenza. La matrice (pietra bavarese o zinco) viene disegnata con
una matita grassa e poi sottoposta a trattamenti con soluzioni di gomma arabica, acido e acqua. Allo
stato finale, la parte disegnata sarà in grado di trattenere l’inchiostro; la parte non disegnata,
opportunamente bagnata, respingerà invece l’inchiostro. La stampa si esegue con un apposito
torchio.
La litografia, come pure la xilografia si distingue dalle stampe calcografiche, oltre che per più sottili
aspetti, per la mancanza sul foglio dell’impronta della matrice. Nella stampa in piano e in rilievo
inoltre l’inchiostro lascia sempre una pellicola sottilissima e impercettibile; nella stampa
calcografica l’inchiostro invece ha uno spessore più o meno marcato.
Un cenno infine alla serigrafìa che è una tecnica più antica originaria della Cina.
Non rientra in nessuna delle precedenti classificazioni in quanto si basa su un processo tutto
particolare. Infatti la matrice è un telaio di seta nel quale, con apposite gelatine, si coprono le parti
che devono restare bianche, con una spatola si fa passare il colore sul foglio attraverso le maglie
libere della gelatina. Sia nella lito’ che nella serigrafia è diffusissimo l’impiego di mezzi
fotomeccanici per il riporto del disegno sulla matrice. Ma se il ricorrere a mezzi fotomeccanici è
sistema ormai invalso, certo è che siamo anche fuori dal campo rigoroso della grafica originale e
tutto questo, a dir la verità, non ci interessa.

Acquaforte
La matrice solitamente è una lastra di rame o zinco, ma si possono usare anche altri metalli. La
lastra, accuratamente sgrassata, viene tutta ricoperta con una vernice bituminosa che la rende
inattaccabile agli acidi. Sulla lastra così verniciata si traccia il disegno con una punta d’acciaio:
dove passa la punta, la vernice viene asportata e il metallo è messo a nudo. Ovviamente si possono
usare punte di diversa forma per ottenere segni di diverso tipo. La lastra, a disegno ultimato, viene
immersa in una soluzione di acqua ed acido nitrico (questa miscela anticamente si chiamava
“acquaforte”). È questa la fase della morsura: secondo il tempo di immersione della lastra, l’acido
morderà più o meno profondamente e all’atto della stampa si avrà un segno più o meno intenso. La
graduazione dei segni, oltre che con l'uso di punte diverse, si può ottenere con morsure successive
coprendo di volta in volta i segni che si vogliono meno incisi. Terminata la morsura e liberata la
matrice dalla vernice protettiva, si passa alla stampa. Per questa operazione si usa il torchio
calcografico che è formato da due cilindri sovrapposti e divisi da un piano scorrevole: il movimento
viene impresso facendo ruotare dei bracci a stella fissati ad uno dei cilindri. La carta, che è
d'impasto particolare, va inumidita in modo che, sotto la pressione dei cilindri, le fibre siano spinte
più facilmente a pescare l'inchiostro nei solchi della matrice. Ad ogni tiratura la lastra va
inchiostrata: l'inchiostro viene steso con un tampone di cuoio su tutta la matrice mantenuta calda su
un fornello. Fatta poi raffreddare la lastra, si passa alla pulitura dell'inchiostro, la si pone sul piano
del torchio, si sovrappone la carta umida, si stende sopra un feltro e, regolata la pressione dei
cilindri, si gira ottenendo finalmente una stampa. Per inciso va fatto presente che la stampa non è
una fase marginale o meccanica, ma è parte integrante e decisiva di tutto il processo che conduce al
foglio finito. Va anche detto che la maggior parte degli artisti sono soliti affidare la tiratura delle
proprie lastre a stampatori professionisti, ma certo è che l'incisore è sempre il miglior stampatore
delle proprie lastre e non c'è buon incisore che non sia anche buon stampatore.

Acquatinta
È una tecnica con la quale si ottengono effetti di chiaroscuro. Questo risultato si raggiunge
spargendo sulla lastra libera dalla vernice bituminosa una polvere resinosa (colofonia) che viene poi
fatta aderire riscaldando la matrice. La polvere, con il calore, fonde, lasciando tra un granello e
l’altro un minimo spazio libero dove l’acido andrà a mordere. Anche qui si possono usare morsure
graduate, diversi calibri e tipi di polvere per avere poi graniture diverse. Vi sono anche altri metodi
per fare un’acquatinta che si basano sull’impiego del sale, dello zucchero, dello zolfo.
L’acquatinta, più che da Sola, viene usata con l’acquaforte. Si usa anche per ottenere stampe a
colori: in questo caso ogni lastra, opportunamente granita, stampa un solo colore. Vi è anche un
altro metodo per ottenere stampe a colori usando una sola lastra: in questo caso di distribuiscono i
vari colori nelle diverse parti della lastra, e, con una sola tiratura, si ha una stampa a più colori.
Ovviamente gli effetti sono molto diversi rispetto al metodo basato sull’uso di più lastre.

Cera molle
La matrice viene ricoperta da una vernice composta di cera e sego. Il disegno viene tracciato con
una matita interponendo alla lastra fogli di carta di diversa granulosità: il segno che ne risulta è
piuttosto irregolare e morbido come fosse un disegno a lapis (tant’è che questa tecnica si chiama
anche “maniera a lapis”). Per concludere sui vari metodi d’incisione in cavo è utile dire che spesso
le varie tecniche vengono combinate tra loro secondo le preferenze di ciascun incisore.

Incisione a bulino
II bulino è uno strumento d’acciaio composto da un’asta quadrangolare, da una punta affilatissima e
da un manico rotondo. Il bulino asporta il metallo in profondità sollevando ai lati delle “barbe” che
vengono poi tolte con un raschietto. Maestri insuperabili di questa tecnica furono i tedeschi, Dürer
in testa.

Puntasecca
La “puntasecca” si ottiene disegnando sulla lastra con una punta d’acciaio: il segno in questo caso è
molto più veloce e libero che nel “bulino”. Le sottili barbe che si sollevano non vengono però
asportate e sono queste a dare al segno stampato un carattere delicato. Con questa tecnica si
possono ottenere pochissime copie in quanto la pressione del torchio finisce per schiacciare le
barbe. MANIERA NERA (o MEZZATINTA)
Lo strumento di questa tecnica è una mezzaluna d’acciaio munita di denti sottili: con questo
strumento si traccia sulla lastra una serie fittissima di segni incrociati sino ad ottenere una superficie
uniformemente segnata che, se stampata, darebbe un fondo nero. A questo punto si usa un secondo
strumento: il brunitoio, con il quale, schiacciando più o meno i segni, si ottiene tutta la gradazione
dei grigi, sino al bianco. Anche con questa tecnica il numero di copie che si possono tirare è molto
basso.
Come avevamo detto, il segno inciso può essere ottenuto anche indirettamente con l’aiuto di
“medium”: si hanno così le più diffuse tecniche di incisione quali: l’acquaforte - l’acquatinta, la
cera molle.

Stampa in cavo
La tradizione vuole che Maso Finiguerra (1426-1464), orafo fiorentino, abbia scoperto l’incisione in
cavo. Gli orafi eseguivano i “nielli”: il niello non era altro che l’incisione di un disegno al bulino su
una lastrina d’argento. Entro il solco del disegno così tracciato veniva versato il “nigellium”: un
impasto di piombo, argento, rame e zolfo che, riscaldato, si fondeva negli incavi. Scopo del niello
ovviamente non era la stampa, ma semplicemente ottenere un disegno nero su un fondo argento.
Maso Finiguerra appunto avrebbe premuto uno di questi nielli su un foglio di carta ottenendo così la
prima stampa calcografica. Il segno nella matrice di metallo (rame, zinco, acciaio) può essere
ottenuto direttamente con appositi attrezzi o indirettamente con un medium (acido). Forme di
incisione diretta sono: il bulino, la puntasecca e la maniera nera.

Milano-Mondo, l’ambasciatore 2010 è Mimmo Rotella

Milano-Mondo, l’ambasciatore 2010 è Mimmo Rotella
 
pubblicato martedì 1 giugno 2010
74524Cinema e arte contemporanea sono motori narrativi delle nostre città, processi e prodotti di sviluppo urbano. Da questa relazione, infatti, si originano conoscenza, sentimenti, azioni. Per di più nell'opera di Mimmo Rotella la pluralità dei generi e delle arti è chiave di lettura essenziale per comprendere il significato del suo innovativo percorso d'artista”. Così l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory presenta la mostra Mimmo Rotella and Cinema, promossa dallo stesso Comune di Milano nella sede dell'Istituto italiano di Cultura di New York a Park Avenue, a cura di Elena Pontiggia.
Una ventina le opere esposte del grande artista di origini calabresi ma milanese d'adozione, per una mostra che si inserisce nel progetto Milano-Mondo, che nel 2010 intende stabilire un intenso e dinamico dialogo fra New York e Milano. “Cinema e letteratura, scritte e linee, pieni e vuoti, colori e strati di rivestimento - continua Finazzer Flory - sono gli elementi che costituiscono le vie dell'incessante ricerca di Rotella condotta sulle strade urbane e sui media. Fra opere uniche e multipli décollage la tecnica si fa qui storia e narrazione di un universo di sogni, di pensieri, di emozioni”.
Milano-Mondo, l’ambasciatore 2010 è Mimmo Rotella
 
pubblicato martedì 1 giugno 2010
74524Cinema e arte contemporanea sono motori narrativi delle nostre città, processi e prodotti di sviluppo urbano. Da questa relazione, infatti, si originano conoscenza, sentimenti, azioni. Per di più nell'opera di Mimmo Rotella la pluralità dei generi e delle arti è chiave di lettura essenziale per comprendere il significato del suo innovativo percorso d'artista”. Così l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory presenta la mostra Mimmo Rotella and Cinema, promossa dallo stesso Comune di Milano nella sede dell'Istituto italiano di Cultura di New York a Park Avenue, a cura di Elena Pontiggia.
Una ventina le opere esposte del grande artista di origini calabresi ma milanese d'adozione, per una mostra che si inserisce nel progetto Milano-Mondo, che nel 2010 intende stabilire un intenso e dinamico dialogo fra New York e Milano. “Cinema e letteratura, scritte e linee, pieni e vuoti, colori e strati di rivestimento - continua Finazzer Flory - sono gli elementi che costituiscono le vie dell'incessante ricerca di Rotella condotta sulle strade urbane e sui media. Fra opere uniche e multipli décollage la tecnica si fa qui storia e narrazione di un universo di sogni, di pensieri, di emozioni”.
Milano-Mondo, l’ambasciatore 2010 è Mimmo Rotella
 
pubblicato martedì 1 giugno 2010
74524Cinema e arte contemporanea sono motori narrativi delle nostre città, processi e prodotti di sviluppo urbano. Da questa relazione, infatti, si originano conoscenza, sentimenti, azioni. Per di più nell'opera di Mimmo Rotella la pluralità dei generi e delle arti è chiave di lettura essenziale per comprendere il significato del suo innovativo percorso d'artista”. Così l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory presenta la mostra Mimmo Rotella and Cinema, promossa dallo stesso Comune di Milano nella sede dell'Istituto italiano di Cultura di New York a Park Avenue, a cura di Elena Pontiggia.
Una ventina le opere esposte del grande artista di origini calabresi ma milanese d'adozione, per una mostra che si inserisce nel progetto Milano-Mondo, che nel 2010 intende stabilire un intenso e dinamico dialogo fra New York e Milano. “Cinema e letteratura, scritte e linee, pieni e vuoti, colori e strati di rivestimento - continua Finazzer Flory - sono gli elementi che costituiscono le vie dell'incessante ricerca di Rotella condotta sulle strade urbane e sui media. Fra opere uniche e multipli décollage la tecnica si fa qui storia e narrazione di un universo di sogni, di pensieri, di emozioni”.
Milano-Mondo, l’ambasciatore 2010 è Mimmo Rotella
 
pubblicato martedì 1 giugno 2010
74524Cinema e arte contemporanea sono motori narrativi delle nostre città, processi e prodotti di sviluppo urbano. Da questa relazione, infatti, si originano conoscenza, sentimenti, azioni. Per di più nell'opera di Mimmo Rotella la pluralità dei generi e delle arti è chiave di lettura essenziale per comprendere il significato del suo innovativo percorso d'artista”. Così l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory presenta la mostra Mimmo Rotella and Cinema, promossa dallo stesso Comune di Milano nella sede dell'Istituto italiano di Cultura di New York a Park Avenue, a cura di Elena Pontiggia.
Una ventina le opere esposte del grande artista di origini calabresi ma milanese d'adozione, per una mostra che si inserisce nel progetto Milano-Mondo, che nel 2010 intende stabilire un intenso e dinamico dialogo fra New York e Milano. “Cinema e letteratura, scritte e linee, pieni e vuoti, colori e strati di rivestimento - continua Finazzer Flory - sono gli elementi che costituiscono le vie dell'incessante ricerca di Rotella condotta sulle strade urbane e sui media. Fra opere uniche e multipli décollage la tecnica si fa qui storia e narrazione di un universo di sogni, di pensieri, di emozioni”.
Milano-Mondo, l’ambasciatore 2010 è Mimmo Rotella
 
pubblicato martedì 1 giugno 2010
74524Cinema e arte contemporanea sono motori narrativi delle nostre città, processi e prodotti di sviluppo urbano. Da questa relazione, infatti, si originano conoscenza, sentimenti, azioni. Per di più nell'opera di Mimmo Rotella la pluralità dei generi e delle arti è chiave di lettura essenziale per comprendere il significato del suo innovativo percorso d'artista”. Così l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory presenta la mostra Mimmo Rotella and Cinema, promossa dallo stesso Comune di Milano nella sede dell'Istituto italiano di Cultura di New York a Park Avenue, a cura di Elena Pontiggia.
Una ventina le opere esposte del grande artista di origini calabresi ma milanese d'adozione, per una mostra che si inserisce nel progetto Milano-Mondo, che nel 2010 intende stabilire un intenso e dinamico dialogo fra New York e Milano. “Cinema e letteratura, scritte e linee, pieni e vuoti, colori e strati di rivestimento - continua Finazzer Flory - sono gli elementi che costituiscono le vie dell'incessante ricerca di Rotella condotta sulle strade urbane e sui media. Fra opere uniche e multipli décollage la tecnica si fa qui storia e narrazione di un universo di sogni, di pensieri, di emozioni”.
Milano-Mondo, l’ambasciatore 2010 è Mimmo Rotella
 
pubblicato martedì 1 giugno 2010
74524Cinema e arte contemporanea sono motori narrativi delle nostre città, processi e prodotti di sviluppo urbano. Da questa relazione, infatti, si originano conoscenza, sentimenti, azioni. Per di più nell'opera di Mimmo Rotella la pluralità dei generi e delle arti è chiave di lettura essenziale per comprendere il significato del suo innovativo percorso d'artista”. Così l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory presenta la mostra Mimmo Rotella and Cinema, promossa dallo stesso Comune di Milano nella sede dell'Istituto italiano di Cultura di New York a Park Avenue, a cura di Elena Pontiggia.
Una ventina le opere esposte del grande artista di origini calabresi ma milanese d'adozione, per una mostra che si inserisce nel progetto Milano-Mondo, che nel 2010 intende stabilire un intenso e dinamico dialogo fra New York e Milano. “Cinema e letteratura, scritte e linee, pieni e vuoti, colori e strati di rivestimento - continua Finazzer Flory - sono gli elementi che costituiscono le vie dell'incessante ricerca di Rotella condotta sulle strade urbane e sui media. Fra opere uniche e multipli décollage la tecnica si fa qui storia e narrazione di un universo di sogni, di pensieri, di emozioni”.
Cinema e arte contemporanea sono motori narrativi delle nostre città, processi e prodotti di sviluppo urbano. Da questa relazione, infatti, si originano conoscenza, sentimenti, azioni. Per di più nell'opera di Mimmo Rotella la pluralità dei generi e delle arti è chiave di lettura essenziale per comprendere il significato del suo innovativo percorso d'artista”. Così l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory presenta la mostra Mimmo Rotella and Cinema, promossa dallo stesso Comune di Milano nella sede dell'Istituto italiano di Cultura di New York a Park Avenue, a cura di Elena Pontiggia.
Una ventina le opere esposte del grande artista di origini calabresi ma milanese d'adozione, per una mostra che si inserisce nel progetto Milano-Mondo, che nel 2010 intende stabilire un intenso e dinamico dialogo fra New York e Milano. “Cinema e letteratura, scritte e linee, pieni e vuoti, colori e strati di rivestimento - continua Finazzer Flory - sono gli elementi che costituiscono le vie dell'incessante ricerca di Rotella condotta sulle strade urbane e sui media. Fra opere uniche e multipli décollage la tecnica si fa qui storia e narrazione di un universo di sogni, di pensieri, di emozioni”.

Le opere uniche

L’attività della Bottega Gollini oltre alla vendita di pezzi unici si distingue per il fatto di proporre, oltre alle opere disponibili in galleria dei vari artisti trattati, la possibilità di ordinare un’opera su commissione ad alcuni di essi.

Ciò significa, partendo da un soggetto gradito, poter richiedere all’artista la produzione di un’opera che viene realizzata su indicazione del cliente, con misure prestabilite e predominanze di colore a scelta.

Questa possibilità nasce dalla stretta collaborazione della nostra Bottega con gli importanti artisti che tratta e consente al cliente l’acquisto di un’opera di suo gradimento e realizzata su misura e in perfetto abbinamento con l’ambiente in cui vive.

I multipli

Si tratta di tirature di grafica, numerate e firmate dall’artista (serigrafie, litografie, incisioni, etc),
realizzate dai migliori maestri stampatori, sotto la sua diretta collaborazione.
Come detto gli artisti sono tra i più importanti nomi che compaiono sul panorama artistico nazionale
ed internazionale. Oltre alla vasta scelta di opere disponibili in galleria, la Bottega Gollini si
distingue anche per la sua attività di ricerca su procura di grafiche specifiche.

I poster

Tutte le stampe e le riproduzioni acquistabili dai cataloghi sono disponibili anche nella versione
su pannello in mdf: In sostanza la stampa cartacea viene accoppiata ad un pannello, di misura e
già predisposto per l’affissione, e in seguito viene trattata superficialmente a caldo, ciò che la rende
protetta e lavabile.
Sia nella versione classica che in quella su pannello la Bottega Gollini si distingue per la capacità
artigianale di realizzare incorniciature originali e montature in legno tinto a mano, attività
fondamentali per la creazione di manufatti che divengono veri e propri complementi d’arredo.

Le cornici

Nel campo della corniceria la Bottega Gollini fa un punto di forza della sua esperienza pluridecennale. Partendo da un campionario vastissimo che tratta le migliori aziende produttrici
di aste per corniceria, offre anche produzioni artigianali di eccellenza con profili in legno tinto
a mano o in argento e oro guazzo, nonché montature per tele, stampe, sculture e manufatti,
realizzate su misura e tinte a mano su indicazione del cliente.
Questa capacità degna delle migliori botteghe artigianali fiorentine d’un tempo, porta alla
realizzazione di oggetti unici, capaci di integrarsi armoniosamente all’ambiente di destinazione